Pasquale, amico mio, più passa il tempo e più mi rendo conto che non piango un poeta indimenticabile, un “trovatore” ligure immenso.
Le sue canzoni, ascoltandole, creano nella mia mente vivide immagini, una clip in HD, dove le sue parole prendono vita portandomi in un’altra dimensione.
Mai una canzonetta e, semmai una lo possa sembrare, sarebbe lì a mostrarci un Faber ironico ed umoristico ma sempre intelligente.
Mentre oggi ascoltavo radio Capital, che ha dedicato a lui l’intera giornata, mi rendevo conto della immane contemporaneità della sua visione della società dei suoi tempi e dei nostri attuali.
Mi chiedevo cosa canterebbe oggi.
E lo accomunavo ad un altro grande poeta e fustigatore dei costumi italiani che era Giorgio Gaber.
Che strano, Faber, Gaber, fanno anche rima e non solo nel nome.
Non dimentichiamolo mai!