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  1. #1
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    Cultura dell'alimentazione

    Cari amici,
    per iniziare, dirò che gli alimenti contengono alcune sostanze chimiche genericamente chiamate "principi alimentari"
    Attraverso la digestione, i principi alimentari si scindono in sostanze più semplici, pronte per essere assorbite e utilizzate dall'organismo.
    Ora, dato che queste molecole più semplici rappresentano le sostanze nutritive, esse vengono chiamate "nutrienti".
    I nutrienti si distinguono in: macronutrienti (1g glucidi = 4kcal - 1g protidi = 4kcal - 1g lipidi = 9kcal), che danno energia e costituiscono il fabbisogno in grammi dell'organismo, micronutrienti (vitamine e sali minerali), che non danno energia e costituiscono il fabbisogno in milligrammi dell'organismo, macronutrienti non energetici (acqua), fondamentali per la vita dell'organismo.
    A proposito del concetto di energia, in alimentazione spesso si usa la kcal o la Cal (grande caloria, corrispondente a 1000 cal).
    La piccola caloria (1 cal) è la quantità di calore necessaria per elevare di 1°C (da 14.5°C a 15.5°C, per la precisione) 1g di acqua distillata (pressione di 1 atm).
    Nel S.I. l'energia si misura in J (joule), che è il lavoro effettuato da una forza di 1N su una distanza di 1m (1J=1N*1m).
    La conversione tra il joule e la caloria è la seguente: 1kcal=4.184kJ (utilizzata nelle tabelle dell'INRAN).
    Per concludere questa breve introduzione all'alimentazione, vorrei chiarire un aspetto importante che riguarda il concetto di "valore nutrizionale" di un alimento.
    Farò un esempio: una caramella (zuccherata) e una banana possono entrambe fornire 100kcal di energia, ma mentre la banana contiene vitamine (in particolare vitamina A e vitamine del gruppo B) e sali minerali (potassio, fosforo, calcio, ecc.), la caramella, a parità di calorie dovute alla presenza di carboidrati, è priva di micronutrienti.
    In sostanza da entrambi i cibi siamo in grado di ricavare calorie più o meno sufficienti al fabbisogno energetico di un individuo (ovviamente non si può vivere soltanto mangiando banane o caramelle) ma la caramella è "a basso valore nutrizionale" (l'apporto di nutrienti è scarso)
    Ecco, soprattutto nelle moderne società "industrializzate" si evidenziano stili "alimentari" che comportano l'assunzione di calorie "vuote"
    Avremo modo di riparlarne

    P.S. Non dimentichiamo che l'alimentazione dipende notevolmente anche dalla catena agro-alimentare e industriale, da cui derivano la produzione, la trasformazione e la distribuzione dei cibi.
    Ciò significa che fattori economici (ad es. il potere d'acquisto della moneta) e culturali (l'educazione dei vari popoli, le tradizioni nei vari paesi, ecc.) incidono sia sulla qualità che sulla possibilità di accesso degli alimenti


  2. #2
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    La doppia piramide ambientale/alimentare, presentata nel 2009 dal BFCN (Barilla Center for Food and Nutrition) e in seguito aggiornata, è un modello che pone in relazione gli aspetti nutrizionali degli alimenti con l'impatto ambientale che tali aspetti possono generare in fase di produzione e di consumo:


    Se notate la disposizione degli alimenti, vedrete che la tabella tiene conto di due obiettivi tra loro interconnessi ed entrambi rilevanti: la salute delle persone e la tutela delle risorse ambientali
    Si nota, infatti, che gli alimenti per cui viene consigliato un maggior consumo (frutta, verdure, pane, ecc.) sono anche quelli che determinano un minore impatto ambientale e viceversa.
    Si evince, dunque, che chi predilige un atteggiamento responsabile nei confronti di uno "stile" alimentare corretto (in seguito parleremo della nuova piramide alimentare e della dieta mediterranea) finisce col conciliare il benessere personale con quello ambientale
    A presto

    P.S. Dovrebbe essere l'obiettivo precipuo di tutti i Paesi, soprattutto nei riguardi di quei popoli in difficoltà economica, quello di assicurare la "sostenibilità sociale", oltre quella ambientale, delle diete, il che significa includere la maggior parte delle persone nel quadro di un corretto modello alimentare
    Doppia Piramide - Divulgazione - Fondazione BCFN



  3. #3
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    Questa è la Nuova Piramide Mediterranea dell'INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione):


    Nel 2010 l'UNESCO ha sancito che la dieta mediterranea è Patrimonio immateriale dell'umanità.
    Il modello di dieta "mediterranea" fu proposto, intorno agli anni sessanta, da Ancel Keys, studioso americano, come modello di riferimento adatto a ridurre l'insorgenza delle cosiddette "malattie del benessere" (diabete, obesità, aterosclerosi, ecc.) ed era ispirato all'alimentazione dei contadini della zona mediterranea degli anni cinquanta.
    Quali sono gli alimenti della dieta mediterranea ?
    Si tratta di privilegiare i prodotti tipici del bacino mediterraneo, consumati in base alla stagionalità (frutta e verdure di stagione) e con moderazione (soprattutto i cibi ad alto tenore di colesterolo, grassi saturi, sale e zucchero).
    E' favorito il consumo di zuccheri complessi ma non si deve eccedere comunque con pasta e pane.
    Già da qualche anno, purtroppo, si assiste ad un calo nei consumi di prodotti ortofrutticoli, soprattutto da parte di bambini e adolescenti, e ad un aumento del consumo di cibi in scatola, hamburger, kebab, ecc., per cui la dieta mediterranea non viene adeguatamente praticata.
    Ciò accade perché il pesce e le verdure di stagione sono molto più costosi del cosiddetto "junk food" (cibo spazzatura).
    Per tornare alla nuova piramide alimentare, alla base di essa compaiono 4 nuove indicazioni: attività fisica, convivialità, stagionalità, prodotti locali.
    La Nuova Piramide della Dieta Mediterranea - pastazara
    Infine per la frutta e la verdura viene consigliato di variare il loro consumo in base ai "5 colori del benessere": giallo-arancio (betacarotene), verde (carotenoidi e clorofilla), bianco (quercetina), rosso (licopene), blu-viola (antocianine).
    A presto

    P.S. Faccio presente che la dieta mediterranea è anche sinonimo di corretta proporzionalità tra i vari nutrienti: proteine 15%, carboidrati 60%, lipidi 25%.
    E' un'alimentazione basata sul consumo di pane, pasta, olio di oliva, abbondante consumo di verdure e di frutta di stagione e moderato uso di proteine di origine animale e di grassi (saturi)


  4. #4
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    Cos'è il fabbisogno energetico giornaliero e come si calcola ?
    Innanzitutto il fabbisogno energetico (FE) è il totale dell'energia di cui il nostro organismo ha bisogno giornalmente per compiere sia le attività fisiologiche che lavorative
    Esso è dato dalla somma di 3 tipi di energia:
    1) il metabolismo basale (MB);
    2) la termogenesi indotta dalla dieta (TID), data dall'energia "spesa" per la digestione degli alimenti (una parte, fissa, serve per l'assorbimento e l'utilizzazione degli alimenti, l'altra parte, facoltativa, serve all'attivazione del sistema nervoso simpatico);
    3) il livello di attività fisica (LAF).
    Quindi FE=(MB+TID)*LAF
    Ora, dato che nelle tabelle LARN il metabolismo basale comprende anche la termogenesi, la formula si riduce a FE=MB*LAF
    Tabelle LARN 2014 | SINU
    Propongo un esempio: calcoliamo l'FE di un uomo di 40 anni che pesa 70kg e che svolge un'attività leggera (ad es. un impiegato)
    In base alle tabelle LARN, l'MB di un uomo di età compresa tra i 30 e i 59 anni è: 11.6*(peso corporeo)+879.
    Quindi nel nostro caso l'impiegato di 40 anni avrà un MB=11.6*70+879=1691 kcal
    Per l'attività fisica leggera dovremo moltiplicare l'MB per 1.55, quindi il fabbisogno totale sarà FE=1691*1.55=2621 kcal.
    Da questo valore (FE), in base alla distribuzione dei nutrienti (più o meno proteine 12%, lipidi 28% e glucidi 60% secondo le indicazioni LARN), potremo calcolare la ripartizione calorica dei macro-nutrienti e dunque impostare una dieta equilibrata per l'uomo di 40 anni
    Ciao, a presto


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